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L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” percependone, in questo modo, emozioni e pensieri.

Le scienze umane, definiscono l’empatia un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da un impegno di comprensione del prossimo, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale.

Studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, confermano che l’empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie.

Nell’uso comune, empatia è l’attitudine a offrire la propria attenzione per un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali.

(Fonte: State of Mind/empatia).

empatia

empatia

Una carenza di empatia è quasi sempre segno di una maturità affettiva scarsa e di disregolazione emotiva, ma ahimè anche un eccesso di empatia, qualora la persona empatica non impari presto come gestire questa qualità.

I disturbi di personalità del cluster B, che studio da anni, sono caratterizzati da tratti di drammaticità e impulsività e comportano una alterazione delle relazioni interpersonali, una disregolazione emotiva, che può almeno in parte essere ricondotta ad un deficit a livello empatico.

Non basta infatti “sentire” per essere persone sensibili, ma bisogna anche poi capire come comunicare i propri stati d’animo, come interagire con gli altri sulla base di questa capacità sia affettiva che cognitiva; essere in grado di capire come comportarci in una situazione, sulla base del momento e del contesto.

Ecco quindi che si parla di regolazione emotiva, ma in particolare di “intelligenza emotiva” e cioè  l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione, di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva e di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale” (Wikipedia)

SENTIRE TROPPO tuttavia – per alcune persone può essere vissuto come un trauma, un eccesso di energia psichica… un “ handicap”, soprattutto perché la società moderna esalta le qualità dell’Io a discapito del NOI; è orientata al consumismo, al narcisismo estremo a discapito di temi quali condivisione e appartenenza, rinforza comportamenti estroversi, orientati alla sopraffazione dell’altro, alla competizione e in ogni caso all’avere e all’apparire a discapito dell’altro piuttosto che al sentire e l’essere.

Ecco quindi che se sei introverso/a, se sogni, senti, se sei fragile, se sei romantico/a… sei DEBOLE oppure EFFEMMINATO (se sei uomo), STUPIDA (se sei una donna)..

In particolare la cultura del machismo, che già aveva mietuto parecchie vittime tra gli uomini, ha iniziato, ahimè,  ad essere appannaggio anche delle donne.

L’empatia quindi è una qualità, ma spesso, ci fa sentire diversi.

empatia relazionale

empatia relazionale

Non è facile avere una relazione con una persona empatica, perché gli empatici sono persone emotive, oneste, istintive e dirette.

Ecco 10 caratteristiche degli empatici che mettono in crisi le persone “meno sensibili” e in particolare familiari e partner.

  1. Una persona empatica è esigente a livello affettivo: sa bene cosa vuole e cosa non

Gli empatici amano le relazioni fisse, hanno alti ideali d’amore e di famiglia, ma spesso se si sentono trascurati si deprimono, sono aggressivi o tradiscono solo perché non riescono a rinunciare alle emozioni, in particolare la complicità tra innamorati, che spesso si perde dopo qualche anno di relazione; essi ricercano stabilità complicità e fedeltà, ma anche edonismo, per questo possono essere estremamente severi se l’altro/a non tiene in considerazione i suoi sentimenti oppure se non mette al primo posto la relazione di coppia rispetto a se stesso/a.

  1. 2. Una persona empatica vuole relazioni intime profonde.

L’intimità è una condizione di condivisione emotiva che spaventa in molti, perché rimanda alla sensazione di dipendenza originaria dai genitori, per questo, quando entriamo in connessione con qualcuno a livello emotivo è possibile che si attivino in noi schemi di difesa dalla sofferenza che implicano il rigetto o la paura dell’intimità. Una persona che ricerca sempre l’intimità è una persona impegnativa, che alla lunga può stancare chi è meno sensibile.

  1. Le persone empatiche spesso hanno sofferto in passato, per questo sono molto attente ai valori e alla continuità nella relazione.

Gli empatici sono molto attenti e ricercano la presenza del partner sia a livello fisico che emotivo; non tollerano partner poco affidabili o instabili affettivamente.

  1. 4. Gli empatici sono persone dirette che amano la verità e odiano critiche e giudizi.

Gli empatici non si accontentano di una buona copertina se il libro è di scarsa qualità e ricercano la verità anche del cuore, per questo motivo se sentono qualcosa, ve lo diranno, a scapito della serenità. Non amano essere criticati o svalutati, poiché ritengono che svalutazione, sarcasmo e atteggiamenti giudicanti siano una forma di violenza e coercizione del pensiero.

  1. 5. Gli empatici sono liberi e solitari e amano la natura e gli animali

Gli empatici si legano a chi li fa sentire liberi soprattutto di amare ed essere amati, non accettano vincoli, ruoli, imposizioni tout court, poiché  rispondono solo alla legge del cuore. Per questi motivi sono anche quasi sempre stanchi e stressati e necessitano di spazi di assoluta solitudine in cui riposare e rigenerarsi. La natura è il luogo dove maggiormente ritrovano la pace, come anche nel rapporto con gli animali, che considerano fragili e innocenti come i bambini e quindi assolutamente da proteggere.

  1. Gli empatici sono persone complesse

Stare insieme ad una persona empatica significa sentirsi sempre ad un passo dall’averlo/a compreso/a. La loro sensibilità è così radicata, che spesso è difficilissimo vedere il fondo della bottiglia e si ha la sensazione di essere fagocitati in un universo parallelo.

cervello empatico

cervello empatico

  1. Gli empatici hanno bisogno di contatto fisico ed emotivo

Un empatico non riesce ad accontentarsi in una relazione a metà, ossia dove c’è la serenità affettiva ma manca quella sessuale e/o  viceversa.

  1. Gli empatici si connettono velocemente, vogliono condividere tutto e sono dei gran chiacchieroni per questo attirano a se persone bisognose sia a livello affettivo che dell’umore.

Gli empatici hanno una visione pura e romantica dell’amore, il che implica la voglia di condividere insieme al partner soprattutto a livello emotivo e nella quotidianità e di fare lunghe chiacchierate. Questa abilità di connettersi agli altri, fa si che attirino a se persone che hanno bisogno di apprendere a livello emotivo o relazionale da loro oppure di approvvigionarsi di energia psichica e vitalità, poiché al contrario ne possiedono poca.

  1. Gli empatici sono influenzabili, compassionevoli, instancabili e si modellano sull’umore dell’altro rischiando di perdere di vista se stessi e di somatizzare lo stress.

Gli empatici tendono a farsi contagiare dagli stati mentali (negativi/positivi) altrui, assorbono moltissimo le energie dell’altro, ne colgono intuitivamente la sofferenza (anche quelle sofferenze di cui l’altro non è consapevole) e spesso aiutano le persone ad entrare in contatto con queste parti di ombra. Il risultato è che somatizzano moltissimo, sono sempre molto stressati e perdono spesso di vista i loro bisogni ed esigenze sia fisiche che affettive.

10 Gli empatici sono ipersensibili psichici, estremamente esigenti e tendono a somatizzare molto più di altri lo stress.

Le persone empatiche sono molto severe con se stesse, esigono molto – e per questo, se stanno con una persona, tendono ad esigere tanto anche da quest’ultima. Sono di natura ipersensibili per questo, sentendo troppo, rischiano a volte di drammatizzare e quindi di offendersi molto, di prendere sul personale ogni parola o atteggiamento/comportamento dell’altro, quasi come fosse sempre diretto verso lui/lei e non vi fosse una via d’uscita se non chiudersi in se stessi. Per questa tendenza ad essere sempre iper-vigili a livello emotivo e percettivo, si stancano facilmente e somatizzano lo stress più di altri (esempio cefalee, gastriti, dermatiti, insonnia..).

soggetto empatico

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