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In psicologia clinica, il ruolo del legame affettivo su base traumatica è un concetto diffuso, ma che si fa fatica a ricondurre alle relazioni tossiche, collusive e disfunzionali.
I narcisisti tuttavia, conoscono bene questa “dinamica” o meglio viene loro spontaneo fare leva sui punti deboli delle persone che hanno subito dei traumi abbandonici o di altra natura e che soffrono di DPTS-C (Complex Post Traumatic Stress Disorder) intervallando ri-traumatizzazioni a momenti di rinforzo positivo (love bombing) per tenere la vittima legata a sé e illuderla di avere assoluto bisogno di lui/lei.

Logan (2008) afferma che le relazioni tossiche si fondano sul legame traumatico (ri-traumatizzazione) e si riconoscono perché le persone che la vivono non riescono a lasciarsi nonostante l’evidente disfunzionalità del rapporto.

Ecco 8 segnali che ti rivelano se sei in una relazione caratterizzata da un legame su base traumatica.

  • Tu sai che lui/lei ti manipola, ma non riesci a lasciarlo/a andare e dopo ogni litigio o conflitto, resti per giorni a rimuginare sui fatti, dandoti la maggior parte delle colpe. L’abusante in questo modo diventa colui o colei che ha il potere di controllare gli umori, il valore e il livello di autostima della vittima.
  • Ti senti come se “camminassi sulle uova”, come se il partner fosse “di vetro” e stai sempre focalizzata su lui/lei e sulle sue esigenze o umori al fine di non innescare proteste o conflitti.
  • Senti di necessitare della sua approvazione dopo i litigi o i conflitti anche se sai che lui/lei non ha ragione, ma tendi a cercare immediatamente il suo perdono. Questo definisce il legame come tossico e cioè “io so che questa cosa mi fa male, ma mi serve e la voglio ancora”, così come con una sostanza stupefacente.
  • Ti sei isolato/a emotivamente o nel pratico da parenti ed amici perché non comprendono l’ambivalenza del tuo comportamento oppure perché vuoi difendere il tuo/la tua abusante da “occhi indiscreti” (esempio figuracce sicure a cene o feste) e per questo, hai iniziato ad evitare di invitare persone, a frequentarne o quando sei ad un evento tendi a controllare tutto e tutti, per evitare che lui/lei scatti per qualcosa.
  • Hai provato a lasciarlo/a più volte, ma in un modo o nell’ altro il partner abusante ti convince che stavolta cambierà, attraverso pianti, confessioni, ammissioni di colpa, intervallate poi da nuove aggressioni. Nonostante questo la vittima, che da un lato ha una forte dipendenza, dall’altro ha bisogno di tempo per disintossicarsi, di fatto è braccata dai discorsi, le arringhe, le notate al telefono e questo dà all’abusante altro spazio per praticare rinforzo intermittente e quindi legarla ancora a se.
  • Hai iniziato ad auto-sabotare i tuoi progetti e/o hai sviluppato una qualche altra dipendenza (fumo, alcol, benzodiazepine, shopping) praticata con l’inconscio obiettivo di anestetizzare i sensi e i sistemi di vigilanza e mantenere il legame traumatico.
  • Hai abbassato progressivamente i tuoi standard rispetto all’amore, ai legami, ai valori, giorno dopo giorno, senza accorgertene sei scivolato/a in un cinismo e un pessimismo cosmico, imparando ad accontentarti delle briciole o accettando comportamenti che in passato non avresti mai accettato e per questo provi anche vergogna con te stesso/a.

Cambi spesso look o modo di pensare o comportarti per accontentare o andare incontro alle esigenze del tuo partner, ma al contrario lui/lei non lo fa per te, restando fermo/a sui suoi punti.

COME USCIRNE

  • CONSAPEVOLEZZA: questo processo può richiedere parecchio tempo, perché implica riconoscere il/la narcisista per ciò che è senza enfatizzare o idealizzare il legame come “speciale” e iniziare a vederlo come malsano. In seconda analisi significa capire che non tutto si cura, non tutti possono cambiare e che i NP non cambiano i loro modi malsani di relazionarsi agli altri, perché ne hanno bisogno per sopravvivere e difendere le loro fragili strutture.
  • NON È TUTTA COLPA TUA: questa parte implica ridistribuire le colpe in un processo di ristrutturazione cognitivo interno, nel quale si analizza il ciclo dell’abuso e i rispettivi ruoli dei partner.
  • NO CONTACT: Se puoi stai lontano dal tuo/la tua partner o ex partner abusante, il distacco permette una maggiore attenzione ai dettagli, un recupero delle energie e della lucidità necessaria per rialzarti.

Rompi le catene.
Questo è il primo vero passo.

Dottoressa Silvia Michelini