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Vax o NO-Vax? Questo è il problema!

La dissonanza cognitiva sociale in risposta al dilemma “pro o non pro-vaccinazione”.

Necessaria premessa; la dottoressa è vaccinata, ma non si riconosce in nessuna delle due categorie 

Quali conseguenze può avere questa netta scissione (dicotomia) sulla salute mentale della popolazione e sulla pro-socialità (già messa a dura prova dall’isolamento dovuto alla pandemia)?

Quella tra vax e no-vax è una guerra mediatica e sociale, che sta dividendo una popolazione intera e che rischia di divenire una pericolosa “guerra tra poveri”, oltre che una palese ghettizzazione del pensiero divergente (e delle persone che si arrogano il diritto di volerlo mantenere, per motivazioni soggettive che non andrebbero ridotte tutte al “complottismo paranoideo); paradossalmente la scissione dicotomica – in assenza di una comunicazione coerente – funge da rinforzo alla sfiducia della popolazione verso la classe politica, che si avvale della consulenza tecnica di esperti e scienziati, ma che di fatto rifiuta il contraddittorio, che è notoriamente il fondamento del progresso della scienza.

Se è vero che esistono le FAKE NEWS è vero anche che sono stati considerati dei cialtroni scienziati, luminari e premi nobel, che hanno assunto un atteggiamento critico e più cautelativo verso i vaccini anziché ANNETTERE con apertura questi studi a quelli che convergono verso l’indiscutibile e indubbia utilità della vaccinazione.

Quale persona sana di mente a cui si mette in mano uno strumento per proteggersi direbbe di NO?

Solamente quella a cui stiamo facendo arrivare informazioni dissonanti sull’utilità o meno di quello strumento.

Mi sto proteggendo o mi sto danneggiando? Sto realmente proteggendo le altre persone o no?

La classe politica unitamente a quella medica e scientifica cambia spesso parere e versione generando caos; è vero quindi che data la “novità” di questo virus non si è ancora raggiunto un accordo sulla questione.

Facciamo un esempio: se io mi reco da un medico e questo mi dice “vaccinati i benefici sono maggiori dei rischi” o ancora “non esistono rischi” e un altro mi dice (ove gli sia ancora consentito…) “a mio parere i rischi non valgono la pena per l’efficacia”, io vengo assalito dai dubbi e cosa fa una persona con tanti dubbi? Inizia a leggere, a fare ricerche, a chiedere agli amici, a richiedere molti pareri, etc.

La sfiducia verso questo vaccino, infatti, è proprio il risultato di campagne mediatiche errate, di affermazioni o posizioni politiche e/o scientifiche incoerenti alle quali non è stato dato seguito.

Non è colpa della popolazione, né dei pro-vax né dei no-vax e né dei free-vax, no-mask, si-mask etc…

Ognuna di queste povere persone colpite nell’intimo, nella sicurezza personale e famigliare, sconvolte da lutti e terrore della morte ha cercato una sua COERENZA INTERNA; il cervello umano per sopravvivere al caos e alla paura ha bisogno di questo.

Da wikipedia:

La dissonanza cognitiva è una teoria della psicologia sociale introdotta da Leon Festinger nel 1957[1] per descrivere la situazione di complessa elaborazione cognitiva in cui credenze, nozioni, opinioni esplicitate contemporaneamente nel soggetto in relazione a un tema si trovano in contrasto funzionale tra loro; esempi ne sono la “dissonanza per incoerenza logica”, la dissonanza con le tendenze del comportamento passato, la dissonanza relativa all’ambiente con cui l’individuo si trova a interagire (dissonanza per costumi culturali). Un individuo che attivi idee, o comportamenti, tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verrà a trovare in difficoltà discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza è quella che produce, appunto, una dissonanza cognitiva, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico che essa comporta (ad esempio riduzione dell’autostima); questo può portare all’attivazione di vari processi elaborativi, che permettono di compensare la dissonanza (e ripristinare l’autostima).

Generalizzando, la dissonanza cognitiva può essere ridotta in tre modi:

  • producendo un cambiamento nell’ambiente;

  • modificando il proprio comportamento;

  • modificando il proprio mondo cognitivo (ovvero il sistema delle proprie rappresentazioni cognitive e delle loro relazioni funzionali interne).

L’ambiguità della classe politica, dei virologi da palcoscenico, la speculazione mediatica, i rapidi cambiamenti di posizione e idee senza GIUSTIFICAZIONE hanno spinto le persone (già sfiduciate verso la classe politica negli ultimi anni) a cercare informazioni per i fatti loro.

A quel punto ognuno con il suo bagaglio di intelligenza, cultura e vissuto ha trovato quello che poteva e lo ha interpretato a modo suo ed immaginiamo cosa può aver trovato!

In aggiunta a questo, la classe politica ha deciso di far convergere tutte queste differenti posizioni in due categorie ben distinte: vax e no vax (NERO E BIANCO, BUONO E CATTIVO).

In contemporanea è iniziata una vera e propria strategia del terrore tesa a seminare zizzania: “chi non si vaccina ti vuole uccidere, è un individuo senza coscienza morale e sociale che se ne frega degli altri, che non ha timore di infettarti e che ti sta togliendo il posto letto”!

E mentre tu ti accanisci a litigare col tuo vicino di casa, la classe politica (che ha invece in mano il potere, di creare più posti letto o investire nelle cure e nell’assistenza sociale), preferisce “bloccare” chiudere le persone in casa, cosi come un padre cattivo, che mette due fratelli l’uno contro l’altro.

L’economia crolla e le persone a breve non sapranno più come mantenersi.

I legami si sgretolano, ci si dà addosso l’uno con l’altro, convinti di avere in mano la verità assoluta.

La strategia del terrore ha generato una sorta di isteria paranoide di massa, ha promosso ed incentivato l’odio sociale e questi commenti che ho preso da internet ne sono la conferma:

È lo stesso meccanismo che si instaura quando ti dicono: “se non lavori è per colpa degli immigrati che ti tolgono il lavoro”.

In sintesi, tu sei vaccinato e protetto, ma temi che qualcuno non protetto ti infetti… ma se sei vaccinato sei al sicuro cosa temi?

Ecco quindi il primo paradosso: il profilo del pro-vax è quello di una persona coscienziosa che si vaccina perché “ha fede nella scienza” e una coscienza sociale e morale; la verità è che in fondo la paura resta, ma nell’incertezza, preferisce proteggersi.

Il no vax è stato definito una persona paranoide, anti-sociale, ignorante, una sorta di anarchico psicotico oppure un idealista, un estremista religioso masochista che preferisce la morte ad una puntura; la verità è che in questa categoria vanno a finire tutte quelle persone che con cautela valutano attentamente e soggettivamente il loro stato di salute e i rischi-benefici connessi alla vaccinazione, pur attenendosi a tutte le regole e le restrizioni imposte.

In sostanza sono entrambe persone coscienziose e attente, ma che assumono condotte comportamentali differenti sulla base di sistemi di pensiero speculari e che non hanno in mano informazioni ufficiali (informazioni valide, scientifiche).

Ecco perché paradossalmente, ai fini della coerenza, sarebbe stato più logico rendere il vaccino obbligatorio sin da subito anziché utilizzare l’induzione attraverso un metodo “coercitivo” basato sulla dicotomia; agendo con maggiore chiarezza, facendo vedere al popolo che si lavorava anche sul versante “soggettivo” (garantendo al cittadino esempio esami pre-vaccinali) sostenendo la ricerca sulle cure e sulle reazioni avverse, investendo nelle strutture ospedaliere e nel sostegno psicologico, tutti si sarebbero vaccinati senza fare tante storie.

Si verifica cioè quello che succede in famiglia se nell’educazione dei figli, il genitore è inaffidabile, instabile e incoerente: oggi dice A e domani B o ancora peggio per evitare di dire una brutta verità ai figli, per il loro bene, inventa una bellissima e credibile bugia. I figli vanno in crisi e fanno solo capricci, ma soprattutto non riconoscono l’autorevolezza del padre/madre e iniziano a cercare da soli LA VERITA’.

Il messaggio in sintesi è questo: se ti contagi (sebbene vaccinato) è colpa dei NO VAX. Hanno tuttavia dimenticato di specificare che la vaccinazione, non costituiva uno scudo inattaccabile ma solo UNO STRUMENTO per tutelarsi e abbassare la mortalità.

Quando ti vaccini puoi contagiare ed essere contagiato, ma NESSUNO lo dice al momento della vaccinazione; serviva comunque coscienza, protezione attraverso tutti i sussidi a disposizione e molta CAUTELA.

Ai vaccinati invece, è stata data l’illusione di essere immuni, gli è stato chiaramente detto che il no-vax occupa il suo posto letto in caso di malattia grave e che per colpa sua il virus replica, per questo i vaccinati convinti di essere immuni hanno abbassato la guardia.

Tutto questo ha generato un aumento dei contagi e incentivato il pensiero paranoide.

Dividi et Impera è un concetto abbastanza sdoganato e non credo ci sia bisogno di attribuirlo solo alla mentalità complottista.

La classe dirigente ha agito come un padre narcisista che dice FAI QUESTO E BASTA PERCHE LO DICO IO, “ma Papà io ho letto che…” CAZZATE SE NON LO FAI TI TOLGO LA PLAYSTATION! I più obbedienti hanno eseguito e quelli più ribelli hanno messo in discussione la faccenda e protestato, altri hanno osservato in attesa di chiarezza.

Il metodo usato sembra davvero quello di una dittatura che si riduce al più bieco razzismo.

CREDERE” nella scienza è un paradosso annunciato: la scienza non è una religione, non procede per dogmatismi e come mai prima d’ora TUTTI gli scienziati, medici, virologi si sono impegnati per capire meglio come approcciare alla cura della malattia da COVID-19, ma soprattutto al contenimento del contagio e la prevenzione attraverso la ricerca sui vaccini.

https://www.aboutpharma.com/blog/2021/12/23/paura-dei-vaccini-e-ricerca-scientifica-dieci-risposte-dalla-societa-italiana-di-farmacologia/

Tale campagna tuttavia è divenuta via via, uno strumento folle e sadico di mala gestione politica, controllo e manipolazione di massa, poiché è stata collegata alla possibilità dei liberi cittadini di curarsi oppure di lavorare.

Possibile che uno stato voglia proteggerci dal COVID, ma non si renda conto che la politica del green pass, delle chiusure, della cattività e dell’isolamento sia cosi dannosa a livello economico e psico-sociale?

La salute mentale delle persone è messa a dura prova.

Farraginose burocrazie, bambini a casa in DAD (con tutte le conseguenze sulla loro salute psicologica, cognitiva ed affettiva), strutture sportive chiuse, attività in fallimento, aggravamento della condizione economica delle famiglie, coabitazioni forzate….

La povertà, la perdita della libertà, degli affetti, l’isolamento abitativo, la ghettizzazione, lo sgretolamento dell’identità soggettiva, l’impossibilità di progettare un futuro, il crollo dell’illusione di potersi AUTO-DETERMINARE (che negli anni 80 era stato il baluardo della “crescita personale) ha slatentizzato nella popolazione una psicosi di massa.

Cosa accade se sento di non poter essere più padrone del mio corpo e del mio futuro?

O mi “innamoro del mio abusatore per non impazzire”, o mi illudo che è colpa mia, o punto il dito altrove.

Da sempre la paura produce la necessità nell’uomo di puntare il dito fuori da sé stesso.

A nessuno sembra interessare la salute mentale: a breve i tassi di depressione, suicidio, atti delinquenziali, alcolismo, tossicodipendenza aumenteranno e il livello della salute mentale si abbasserà pericolosamente.

Le condotte ossessivo-compulsive ed “etero-auto aggressive” tipiche dei primati in cattività, stanno aumentando.

Si sta verificando un pericoloso crollo dei sistemi di auto-regolazione emotiva.

Un dato interessante è la correlazione inversamente proporzionale tra la somministrazione della dose di vaccino e l’aumento della sensazione di essere “scoperti”; l’ipocondria sembra aggravarsi paradossalmente ad ogni dose. Molte persone più si vaccinano più hanno paura. Praticamente sono diventati “dipendenti dai boosterini di vaccino”.

Questo interessante grafico dimostra che più ci proteggiamo più abbiamo paura del Covid. O meglio, più abbiamo paura e più ci proteggiamo, ma questa protezione non ci rassicura.

La minaccia del contagio ha un significato psichico profondo, va ad attivare paure rimosse che giacevano nell’inconscio.

Queste continue restrizioni e sacrifici a lungo termine, la privazione della libertà, delle relazioni sociali, hanno aggravato le condizioni mentali di coloro che già soffrivano di ansia e/o depressione e in generale hanno causato il depauperamento delle risorse psico-fisiche ed economiche della popolazione; ciò ha esitato in un aumento dell’ odio sociale, che si aggiunge alla paura del contagio e all’evidente aumento delle patologie depressivo-ansiose (panico, ipocondria, ansia ossessiva, etc.).

La paura dell’altro, il conflitto indotto dalla classe politica tra “buoni e cattivi”, il razzismo sociale, la confusione politica, il caos organizzativo, l’assenza di una PROSPETTIVA FUTURA CHIARA, il credere che anche salutare tua madre possa mettere te o lei a rischio, il depauperamento delle relazioni, la cattività, la perdita del contatto con i nostri istinti primari, il senso di colpa, ha generato prodotto un esercito di paranoidi ossessivi che si cannibalizzano l’uno con l’altro in una pietosa isteria di massa.

Detto questo vaccinarsi è importante, ma anche mantenere un certo grado di umanità e rigore logico, perché tutti critichiamo il “fascismo” come l’origine dell’odio razziale, ma se siamo noi stessi poi a comportarci cosi?

Termino consigliando la lettura di questo interessante articolo di Mario Percudani come approfondimento.

https://www.theunconditionalblog.com/dissonanze-cognitive-croniche/