Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e psilocibina
Il trauma può essere definito come qualsiasi esperienza che provochi paura intensa, senso di impotenza o terrore.
Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è una condizione di salute mentale estremamente seria, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e che può compromettere in modo significativo il funzionamento quotidiano di un individuo.
Può svilupparsi dopo che una persona ha vissuto o assistito a un evento traumatico, come un disastro naturale, un’aggressione sessuale o fisica, una guerra oppure un grave incidente.
Il PTSD può determinare una sofferenza significativa e interferire con la capacità della persona di funzionare nella vita quotidiana. Sebbene i trattamenti tradizionali, come i farmaci e la psicoterapia, possano essere efficaci, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per possibili trattamenti alternativi, tra cui la psilocibina.

Sintomi del PTSD
Il PTSD è caratterizzato da diversi sintomi che possono persistere anche molto tempo dopo l’evento traumatico. Questi sintomi vengono generalmente suddivisi in tre categorie principali: rivivere il trauma, evitamento e iperattivazione.
Rivivere il trauma
I sintomi di rivissuto possono includere flashback, incubi e pensieri intrusivi relativi al trauma, che possono far percepire alla persona come se l’evento stesse accadendo di nuovo.
Questi sintomi possono essere attivati da diversi stimoli, come immagini, suoni, odori o persino determinate emozioni.
Evitamento
I sintomi di evitamento includono la tendenza a evitare persone, luoghi o attività che possono ricordare il trauma, oltre a distacco emotivo e senso di intorpidimento affettivo.
Questo può portare a isolamento sociale e a difficoltà nel creare e mantenere relazioni.

Iperattivazione
I sintomi di iperattivazione comprendono una maggiore reattività agli stimoli, irritabilità, tensione costante, difficoltà nel sonno e problemi di concentrazione.**
Questi sintomi possono rendere difficile il funzionamento nella vita quotidiana e influenzare la capacità della persona di lavorare o studiare.
È importante sottolineare che non tutte le persone che vivono un evento traumatico sviluppano PTSD. La sua comparsa dipende da diversi fattori, tra cui la gravità e la durata del trauma e le caratteristiche individuali della persona.
** per chi volesse approfondire i sintomi legati all’iperattivazione ho scritto un e-book su questo tema: LA SINDROME DEL CANE DA GUARDIA: CONSEGUENZE DELL’ABUSO NARCISISTICO TRA PTSD E TRAUMA COMPLESSO

Cause e fattori di rischio
Chiunque può sviluppare PTSD, ma esistono alcuni fattori che possono aumentare il rischio, tra cui:
- una storia precedente di traumi
- una familiarità per disturbi mentali
- una scarsa rete di supporto sociale
Anche la gravità e la durata dell’esperienza traumatica possono influenzare la probabilità di sviluppare il disturbo.
Il PTSD può colpire persone di qualsiasi età, genere, etnia o cultura.
Tuttavia alcune popolazioni sono più esposte al rischio di trauma, come i veterani di guerra, le vittime di violenza sessuale o domestica e le figure di aiuto (soccorritori, medici, infermieri..).

Trattamenti attualmente disponibili
I trattamenti tradizionali per il PTSD includono:
- farmaci, come antidepressivi o ansiolitici
- psicoterapia, la terapia di esposizione o senso-motoria abbinata a quella cognitovo-comportamentale.
Questi trattamenti possono essere efficaci per molte persone, ma non per tutti e talvolta possono essere associati a effetti collaterali che impattano sulla vita dell’individuo limitandolo in aree importanti della vita, come la gestione del peso o la sessualità.
Per questo motivo sta crescendo l’interesse per trattamenti alternativi, tra cui la terapia assistita con psilocibina, che utilizza questa sostanza psichedelica per facilitare il processo terapeutico.
Sebbene questa terapia sia ancora nelle prime fasi di ricerca, i risultati preliminari sono promettenti e suggeriscono che potrebbe rappresentare un’opzione utile per alcune persone con PTSD.
È comunque fondamentale che le persone con PTSD si rivolgano a professionisti qualificati della salute mentale. Con il trattamento e il supporto adeguati è possibile gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Psilocibina: una breve panoramica
Che cos’è la psilocibina

La psilocibina è un composto psichedelico naturale presente in alcune specie di funghi. Quando viene ingerita, si trasforma in psilocina, una sostanza che attiva i recettori della serotonina nel cervello, producendo cambiamenti nella percezione, nelle emozioni e nei pensieri.
La psilocibina è stata utilizzata per secoli in diverse culture per scopi spirituali e medicinali. In America Centrale e Meridionale alcune popolazioni indigene usavano i funghi contenenti psilocibina nei rituali religiosi per entrare in contatto con il mondo spirituale e ottenere intuizioni sulla propria vita.
Oggi la psilocibina è studiata per i suoi possibili benefici terapeutici nel trattamento di depressione, ansia e dipendenze.
La storia dell’uso della psilocibina
L’uso dei funghi contenenti psilocibina ha una lunga tradizione nelle culture umane, soprattutto nelle tradizioni indigene dell’America Centrale e Meridionale.
Gli Aztechi chiamavano questi funghi “teonanácatl”, che significa “carne degli dei”. Credevano che consumarli permettesse di comunicare con le divinità e ottenere conoscenza e saggezza.
Durante il movimento controculturale degli anni Sessanta la psilocibina divenne popolare come sostanza ricreativa, poiché molte persone ritenevano che potesse espandere la coscienza e offrire nuove prospettive sulla vita. Tuttavia l’uso ricreativo degli psichedelici sollevò preoccupazioni riguardo alla sicurezza e al potenziale abuso.
Status legale della psilocibina
Negli Stati Uniti la psilocibina è classificata come sostanza di Schedule I dalla Drug Enforcement Administration, cioè una sostanza con alto potenziale di abuso e senza uso medico riconosciuto.
Negli ultimi anni però si è sviluppato un movimento per la depenalizzazione della psilocibina e di altri psichedelici a fini terapeutici.
Alcuni studi hanno mostrato che la psilocibina può essere efficace nel trattamento di depressione, ansia e dipendenze. Nel 2018 la Food and Drug Administration ha attribuito alla terapia assistita con psilocibina per la depressione resistente ai trattamenti lo status di “breakthrough therapy”, che accelera lo sviluppo di trattamenti promettenti per condizioni gravi.
Nonostante il suo status legale, la psilocibina continua a essere utilizzata sia a scopo ricreativo sia spirituale. Tuttavia può anche avere effetti collaterali negativi, come ansia, paranoia o allucinazioni, e dovrebbe essere utilizzata solo sotto la supervisione di professionisti qualificati.

La psilocibina e il cervello
La ricerca ha mostrato che la psilocibina può influenzare profondamente l’attività cerebrale.
In particolare sembra modificare l’attività delle aree cerebrali coinvolte nella regolazione emotiva.
Uno dei cambiamenti più rilevanti osservati è la riduzione dell’attività dell’amigdala, una struttura cerebrale coinvolta nelle risposte di paura e ansia, spesso iperattiva nelle persone con PTSD.
Riducendo questa attività, la psilocibina potrebbe contribuire ad attenuare alcune delle intense reazioni emotive associate al trauma.
Un’altra area coinvolta è il Default Mode Network (DMN), una rete cerebrale associata all’autoriflessione. La psilocibina sembra aumentare l’attività in questa rete, favorendo una rielaborazione più profonda delle esperienze traumatiche.

Psilocibina e neuroplasticità
La neuroplasticità è la capacità del cervello di modificarsi e adattarsi in risposta alle esperienze.
Una delle ipotesi è che la psilocibina possa aumentare questa capacità, permettendo al cervello di creare nuove connessioni neurali.
Alcuni studi hanno mostrato che la psilocibina può aumentare la crescita di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo, una regione coinvolta nella memoria e nell’apprendimento.
Questo potrebbe aiutare le persone con PTSD a costruire nuove associazioni e nuovi significati rispetto alle esperienze traumatiche.
Studi sulla psilocibina e il PTSD
La ricerca su psilocibina e PTSD è ancora nelle fasi iniziali, ma alcuni studi hanno mostrato risultati promettenti.
Uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha evidenziato miglioramenti significativi nei sintomi di PTSD in un piccolo gruppo di partecipanti trattati con terapia assistita da psilocibina.
I partecipanti hanno ricevuto due dosi di psilocibina sotto la guida di terapeuti qualificati, insieme a sessioni psicoterapeutiche prima e dopo l’esperienza.
I risultati hanno mostrato una riduzione significativa di sintomi come:
- pensieri intrusivi
- comportamenti di evitamento
- iperattivazione
Terapia assistita con psilocibina
La terapia assistita con psilocibina prevede diverse sessioni in cui un terapeuta somministra la sostanza in un contesto controllato.
Durante la sessione il paziente è incoraggiato a concentrarsi sulle proprie esperienze interiori mentre il terapeuta fornisce supporto.
Molti pazienti riportano esperienze emotive intense, come una sensazione di connessione con gli altri o con l’ambiente, oppure sentimenti di pace e sollievo.
Uno dei potenziali benefici è la possibilità di interrompere schemi di pensiero negativi e di elaborare emozioni difficili legate al trauma.
Esperienze dei pazienti
Sebbene le ricerche siano ancora limitate, molti pazienti riferiscono miglioramenti significativi.
Alcuni raccontano di sentirsi più connessi con se stessi e con gli altri, e di percepire maggiore significato nella propria vita.
Un veterano militare con PTSD ha raccontato che la terapia con psilocibina lo ha aiutato ad affrontare finalmente i ricordi traumatici che lo perseguitavano da anni.

Possibili rischi
Come ogni trattamento medico, anche la terapia assistita con psilocibina può avere effetti collaterali.
Tra questi:
- ansia
- paranoia
- aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna
Tuttavia, quando viene somministrata in un contesto controllato da professionisti qualificati, è generalmente considerata sicura.
Conclusione
L’uso della psilocibina per il trattamento del PTSD è ancora nelle fasi iniziali della ricerca, ma i risultati preliminari sono promettenti.
Se utilizzata in un contesto terapeutico controllato, potrebbe rappresentare una nuova possibilità per trattare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico.
Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per comprenderne pienamente benefici e rischi.
FONTI
- https://thriveketamine.com/
- https://www.drugtargetreview.com/news/193865/psychedelics-may-repair-brain-myelin-to-aid-ptsd-recovery/#:~:text=1,term%20stabilisation%20of%20neural%20circuits.