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Narcisismo, Abuso di Potere e Stratificazione Sociale: Una Lettura Psicologico-Sociale da Durkheim a Bauman

In psicologia clinica e sociale, il narcisismo è spesso trattato come un disturbo individuale. Tuttavia, una prospettiva più ampia ne rivela le radici sistemiche, inserite in una cultura del potere, del controllo e della gerarchia sociale. Seguendo il pensiero sociologico di Émile Durkheim e Zygmunt Bauman, questo articolo propone una lettura integrata che mostra come le classi sociali dominanti abusino sistematicamente del proprio potere, anche reclutando le classi più vulnerabili per perpetuare il proprio dominio.

Narcisismo e Potere: Dinamiche Sistemiche

Il narcisismo, nella sua forma patologica, è alimentato da un contesto culturale che valorizza la competitività e la superiorità sociale (Twenge & Campbell, 2009). Il potere diventa così terreno fertile per la crescita di tratti narcisistici, specialmente nelle classi dirigenti. Come sostiene Lasch (1979), nella cultura del narcisismo il successo personale diventa l’unico criterio di valore.

Il Contributo di Durkheim: Anomia e Patologie Sociali

Per Durkheim (1897/2002), la società moderna si caratterizza per un progressivo indebolimento delle norme collettive. Questo stato, chiamato anomia, porta l’individuo a cercare senso e identità attraverso strategie compensative, tra cui il narcisismo. L’abuso di potere si inserisce in questo quadro come devianza funzionale: un modo attraverso cui l’élite preserva la propria posizione creando norme ad hoc.

“La società può ammalarsi come l’individuo. Quando il legame sociale si indebolisce, i comportamenti patologici aumentano” (Durkheim, 2002, p. 124).

Bauman: Narcisismo nella Modernità Liquida

Bauman (2000) evidenzia come la modernità liquida abbia dissolto i legami stabili e duraturi, lasciando spazio a relazioni fragili e identità instabili. In questo contesto, il narcisismo diventa un adattamento al vuoto relazionale e alla precarietà esistenziale. Il soggetto narcisista si reinventa costantemente per restare “desiderabile” agli occhi degli altri.

Inoltre, Bauman (2005) mostra come i poveri non siano solo esclusi, ma strumentalizzati: vengono spesso usati come agenti inconsapevoli del potere dominante, ingannati da narrazioni che li spingono ad agire contro i propri interessi.

Il Reclutamento delle Classi Subalterne

Le classi elevate riescono a cooptare le classi svantaggiate attraverso vari meccanismi sociali:

  • Interiorizzazione della colpa sociale: Le ideologie neoliberali fanno sentire il povero responsabile del proprio fallimento (Bourdieu, 1998).
  • Reclutamento mediatico e simbolico: I media offrono modelli narcisistici “di successo” che inducono ad aspirare a una violenza simbolica di rivalsa verso altri poveri (Foucault, 1975).
  • Delegazione dell’abuso: Le élite delegano la gestione del potere a soggetti subalterni (guardie, burocrati, influencer, “capetti”) che esercitano micro-poteri con feroce identificazione.

Violenza Simbolica e Psicologia delle Masse

Pierre Bourdieu (1998) descrive la violenza simbolica come quella forma di potere che si esercita con il consenso di chi la subisce. I poveri interiorizzano la gerarchia come naturale e spesso si identificano con l’aggressore narcisista. Questo alimenta la riproduzione sociale del dominio e una cultura dell’abuso trasversale alle classi.

La psicologia sociale classica – da Le Bon (1895) a Fromm (1941) – mostra come le masse si lascino facilmente sedurre da figure narcisistiche, capaci di incanalare frustrazioni sociali in odio verso nemici sostitutivi (es. migranti, dissidenti, minoranze).

Implicazioni Cliniche e Sociali

  • Clinicamente, i soggetti provenienti da contesti svantaggiati esprimono un narcisismo vulnerabile, con oscillazioni tra idealizzazione e profonda vergogna. Quelli delle élite mostrano spesso tratti narcisistici più rigidi, difesi e resistenti all’insight (Ronningstam, 2011).
  • Socialmente, è urgente una psicologia dell’emancipazione: capace di smascherare le logiche oppressive, costruire senso di comunità, e promuovere resilienza collettiva (Prilleltensky, 2008).

Massoneria e Strutture Occulte del Potere Narcisistico

Nel discorso sulle dinamiche di potere, non si può ignorare il ruolo delle strutture occulte e para-istituzionali, tra cui la massoneria. Al di là delle narrazioni complottistiche, molte analisi sociologiche e storiche riconoscono che la massoneria, soprattutto nei suoi livelli più alti e selettivi, ha spesso svolto funzioni di mediazione del potere, di controllo delle élite e di selezione delle classi dirigenti. In questo senso, essa può essere letta anche come spazio simbolico e operativo del narcisismo collettivo: una comunità ristretta che si autorappresenta come portatrice di superiorità morale, conoscitiva e strategica. All’interno di queste strutture, il narcisismo non solo è tollerato, ma ritualmente coltivato, legittimato attraverso codici, segreti e gerarchie che rafforzano l’identità d’élite e il senso di “illuminazione” rispetto alla massa. In contesti sociali frammentati, la massoneria può anche fungere da canale di reclutamento dei soggetti ambiziosi provenienti da classi intermedie o basse, che aspirano all’ascesa sociale attraverso l’adesione a un ordine percepito come potente e invisibile. In questo, si ripropone il meccanismo già visto del reclutamento delle classi subalterne per la perpetuazione di un potere che resta nelle mani di pochi.

Conclusione

Il narcisismo e l’abuso di potere sono fenomeni strutturali, non solo individuali. Seguendo Durkheim e Bauman, possiamo leggere questi tratti come risposte disfunzionali a una società disgregata e ingiusta. Le élite non solo abusano, ma insegnano ai poveri ad abusare a loro volta, riproducendo un ciclo infinito di disumanizzazione. Una psicologia sociale critica, consapevole e collettiva è il primo passo per spezzare questo ciclo.

 

Riferimenti bibliografici

  • Bauman, Z. (2000). Liquid Modernity. Polity Press.
  • Bauman, Z. (2005). Wasted Lives: Modernity and Its Outcasts. Polity Press.
  • Bourdieu, P. (1998). La miseria del mondo. Feltrinelli.
  • Durkheim, É. (2002). Il suicidio (ed. orig. 1897). Raffaello Cortina Editore.
  • Foucault, M. (1975). Sorvegliare e punire. Nascita della prigione. Einaudi.
  • Fromm, E. (1941). Fuga dalla libertà. Mondadori.
  • Lasch, C. (1979). La cultura del narcisismo. Bompiani.
  • Le Bon, G. (1895). La psychologie des foules. Félix Alcan.
  • Prilleltensky, I. (2008). The role of power in wellness, oppression, and liberation: The promise of psychopolitical validity. Journal of Community Psychology, 36(2), 116–136.
  • Ronningstam, E. (2011). Narcissistic personality disorder: A clinical perspective. Journal of Psychiatric Practice, 17(2), 89–99.
  • Twenge, J. M., & Campbell, W. K. (2009). The Narcissism Epidemic: Living in the Age of Entitlement. Free Press.