Prenota un appuntamento

+39 339 8873385

3 CONDIZIONI CHE DEVI ACCETTARE SE DECIDI DI MANTENERE LA TUA RELAZIONE CON UN/UNA NARCISISTA

Ricordati che “l’uso e l’abuso “di narciso” comporta alcuni importanti side-effects, dapprima leggeri, poi cronici, ai quali farai fronte anche qualora decidessi di staccarti definitivamente da lui/lei. Questo tipo di “sindromi” ti restano attaccate per un po’ o per sempre (se non le rendi consapevoli e non ti impegni per osservarle come TUE responsabilità oltre che sue), come una sorta di automatismo, il vampiro morde te e tu entri in una sorta di ”incantesimo dopante”.

  1. LA SINDROME DI STOCCOLMA
    La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica disfunzionale nella quale la vittima di un rapimento, una violenza o di un abuso in generale – si lega emotivamente al suo abusatore. Vivere una relazione con un/una narcisista equivale (in termini di stress post-traumatico) ad avere affrontato una guerra. Da un lato siete terrorizzati e vorreste uscirne, dall’altro vi sentite ancora “perennemente immersi ed attratti dall’orrore” dalla sfida, dall’abitudine, dall’adrenalina che certe situazioni scatenano. Le condizioni post-traumatiche (sintomi, idee, atteggiamenti, paure, modi di fare…) possono durare anni ed esporti a nuove ritraumatizzazioni, viste come vaghe speranze di colmare il vuoto di una sostanza con una meno tossica o sfortunatamente a volte – anche di più. La vittima della sindrome di Stoccolma non vuole rinunciare alla sua “fattanza”, perché sente che solo somministrandosi quella dose potrà sedare i pensieri intrusivi e l’ansia di una crisi di panico… ma la vittima non si rende conto (cosi come un tossicodipendente crede di fare fronte alla sostanza che assume) che è proprio la sostanza a danneggiarla/o.
  2. DISSONANZA COGNITIVA: La dissonanza cognitiva si verifica quando nella nostra mente, abbiamo due immagini ambivalenti di una persona. Da un lato il partner narcisista ci fa stare bene, “si concede” (tanto all’inizio e successivamente a tratti), ma per “arrivare a quella condizione” mi mette in condizione di dover annientare me stesso/a. Attraverso il gaslighting, la manipolazione e il rinforzo intermittente i narcisisti generano una sorta di freezing nel partner… “mi vuoi”? e allora dimentica di avere dei diritti…aprimi i tuoi confini, annullati e soprattutto “non vedere” e “non sentire” più emotivamente quelle parti di te stessa che sono state ferite dalla mia parte malevola e punitiva… tanto quella parte esce per colpa tua!!!. Ecco quindi che il partner, per godersi quel momento di “hype”, tra l’altro sempre meno soddisfacente o durevole se la relazione passa alla fase di svalutazione, annienta sé stesso e si fissa solo sulle parti idealizzate del partner. Durante conflitti e crisi, prova a far valere sé stesso/a, ma presto “tornerà a cuccia nella sua stanzetta in attesa del padrone o della padrona”.
    ritraumatizzazione del narcisista
  3. RI-TRAUMATIZZAZIONE: Il nostro cervello ha una naturale tendenza a “chiudere dei cerchi e dei quesiti”. Se nel nostro passato abbiamo vissuto dei traumi affettivi o sessuali, in età adulta, ci sentiremo attratti da partner che ci riportano alle nostre ombre edipiche o alle nostre ferite traumatiche infantili, perché vogliamo superarle (…ieri ero fragile e impotente come bambino/a, oggi ce l’ho fatta, sto sfidando papà… mamma… etc. ).
    Nella mia esperienza clinica ho potuto constatare che un attaccamento insicuro o disfunzionale coi propri care-giver/genitori ovvero la “familiarità” all’abuso narcisistico durante l’infanzia – è un predittore e un indicatore di rischio per l’insorgenza della dipendenza affettiva in età adulta. Paradossalmente anche se qualcosa o qualcuno ci ha fatto male in passato, rivivere oggi quelle sensazioni, attraverso un meccanismo di “rievocazione di memorie traumatiche”, (Freud parla di “coazione a ripetere”), ci “attiva” a livello emotivo (ormonale, sensorio, …etc.). Per questo ci “innamoriamo sempre della persona sbagliata”, perché il nostro cervello manda segnali erronei di “sicurezza” con persone che ci ricordano i nostri parenti disfunzionali, anche se razionalmente lo sappiamo. Il nostro cervello primitivo NO. Per guarire bisogna imparare a sostituire i segnali di sicurezza coi red-flags e riportare tutto su un piano razionale e per fare questo occorrono anni di allenamento o terapia.

Ecco, serve moltissima abilità per riuscire a vivere relazioni che originano dal transfert tra due traumatizzati (TRAUMA BONDING) senza incappare in tutti questi rischi. Anche i narcisisti sono co-dipendenti e soffrono alla fine, ma fanno anche soffrire… siamo tutti traumatizzati, alla ricerca di un “riscatto”, c’è chi sceglie (ovviamente a livello inconscio) di tenersi alla larga dai rischi e dalle emozioni (ossessivo evitante, paranoide o schizoide)… oppure amare di più per sperare di ricevere oggi ed essere riconosciuto/a (ambivalente- dipendente affettivo) e chi resta arrabbiato a vita e si “sfoga” oggi sui propri partner perché quel vuoto e quella ferita sono insanabili (evitante di tipo narcisistico paranoide o schizoide). Sta a noi TROVARE L’ADULTO al di sopra di questo caos emozionale, valutare rischi e pericolo sulla base della “gravità” di questo legame e dalla sua opportunità di crescita o di stallo.

Dottoressa Silvia Michelini